
Solo un esempio: nel 1987 il fisico Robert Jahn e la fisiologa clinica Brenda Dunne, entrambi dell’Università di Princeton, annunciarono, dopo un decennio di rigorosi esperimenti condotti nel loro Laboratorio di Ricerca sulle Anomalie Ingegneristiche di Princeton, di aver accumulato prove inconfutabili della capacità della mente di interagire psichicamente con la realtà fisica. Più precisamente, Jahn e Dunne scoprirono che le persone sono in grado, attraverso la sola concentrazione mentale, di influenzare il modo in cui funzionano determinate macchine. Una scoperta sorprendente, che non può essere spiegata né inserita nella nostra visione standard del mondo.
Essa può tuttavia essere spiegata attraverso la prospettiva olografica. Se i fenomeni paranormali non possono essere chiariti all’interno delle nostre attuali concezioni scientifiche, allora essi richiedono un nuovo modo di vedere l’universo, un nuovo paradigma scientifico. Oltre a mostrare come il modello olografico possa spiegare i fenomeni paranormali, questo libro esaminerà anche come la crescente quantità di dati a sostegno del paranormale sembri, a sua volta, rendere necessaria l’esistenza di un simile modello.
Il fatto che il paranormale non possa essere spiegato nell’ambito della nostra attuale visione scientifica del mondo è solo una delle ragioni per cui esso rimane così controverso. Un’altra ragione è che spesso l’attività extrasensoriale è estremamente difficile da dimostrare in laboratorio, il che porta molti scienziati a concludere che, di conseguenza, essa non esista. Anche questa sua natura elusiva verrà discussa nel libro.
Una ragione ancora più importante è che, contrariamente a quanto molti di noi credono, la scienza non è libera da pregiudizi. L’ho imparato per la prima volta molti anni fa, quando chiesi a un noto fisico cosa pensasse di un particolare esperimento di parapsicologia. Il fisico (che aveva la reputazione di essere scettico nei confronti del paranormale) mi guardò e mi disse con grande autorità che i risultati dimostravano una “mancanza di prove di qualsiasi attività extrasensoriale”. Non avevo ancora visto i risultati, ma poiché rispettavo l’intelligenza e la reputazione del fisico, accettai il suo giudizio senza porre domande. In seguito, quando esaminai personalmente i risultati, scoprii con stupore che l’esperimento forniva prove piuttosto impressionanti di capacità extrasensoriali. Fu allora che compresi che anche gli scienziati più rinomati possono avere pregiudizi e convinzioni radicate.
Purtroppo questa situazione si ripete spesso nelle ricerche sul paranormale. Recentemente, in un articolo pubblicato sulla rivista American Psychologist, lo psicologo di Yale Irvin L. Child analizzò il modo in cui una celebre serie di esperimenti condotti presso il Centro Medico Maimonides di Brooklyn, New York, sull’esistenza di fenomeni extrasensoriali (ESP) durante il sonno, era stata trattata dall’élite scientifica. Nonostante le prove estremamente solide a favore dell’ESP raccolte dagli sperimentatori, Child scoprì che il loro lavoro era stato quasi completamente ignorato dalla comunità scientifica. Ancora più triste è il fatto che persino nelle poche pubblicazioni scientifiche che commentavano questi esperimenti, le ricerche erano state così “fortemente distorte” da oscurarne completamente l’importanza.
Com’è possibile tutto ciò? Una delle ragioni è che la scienza non è sempre così obiettiva come ci piace credere. Guardiamo agli scienziati con una certa riverenza e, quando ci dicono qualcosa, siamo convinti che debba essere vero. Dimentichiamo però che anche loro sono esseri umani e, come noi, sono soggetti agli stessi pregiudizi religiosi, filosofici e culturali. Questo è deplorevole perché, come questo libro dimostrerà, esiste un vasto corpus di dati che indica che l’universo contiene molto più di quanto la nostra attuale visione del mondo ci permetta di vedere.
Ma perché la scienza oppone una tale resistenza quando si parla di paranormale? Questa domanda è più difficile. Commentando la resistenza che ha incontrato a causa delle sue idee non convenzionali sulla salute, il dottor Bernie S. Siegel, chirurgo di Yale e autore del bestseller Amore, medicina e miracoli, afferma che la causa risiede nell’attaccamento delle persone alle proprie convinzioni*. Siegel sostiene che, per questo motivo, quando si cerca di cambiare le convinzioni delle persone, esse reagiscono come tossicodipendenti.
Sembra esserci una grande dose di verità nell’osservazione di Siegel, soprattutto se ricordiamo quante grandi intuizioni e scoperte nella storia della civiltà siano state inizialmente accolte con un rifiuto così appassionato. Siamo dipendenti dalle nostre credenze e ci comportiamo come tossicodipendenti quando qualcuno tenta di sottrarci il potente oppio delle nostre dogmi. E poiché la scienza occidentale, negli ultimi secoli, ha guardato con sospetto il paranormale, non è disposta a rinunciare così facilmente alla propria dipendenza.
(estratto dal libro “L’universo olografico” di Michael Talbot)
