
Il testo che condividerò qui sotto è un estratto dal libro Tu sei la Fonte e spiega l’idea che la forma della vita non sia completamente fissa, ma si manifesti in base alle frequenze e ai campi dell’ambiente.
Secondo gli esperimenti di Pëtr Garjaev, quando gli embrioni si sviluppano in un ambiente elettromagnetico modificato, si manifestano con anomalie, il che dimostra che le frequenze circostanti influenzano direttamente la forma.
Garjaev introduce il concetto di “DNA fantasma (mentale)” – un doppio energetico-informazionale e olografico del DNA fisico, che conserva l’informazione del corpo e continua a esistere anche in assenza del DNA materiale.
Questa struttura cattura e integra le frequenze dell’ambiente – parole, suoni, pensieri, emozioni, inconscio collettivo – e attraverso di esse partecipa alla costruzione della forma.
La tesi principale è che DNA, ambiente e coscienza siano in un continuo ciclo di influenza reciproca, e che la forma sia il risultato dell’interazione tra informazione, energia e frequenza. Tutto esiste come un insieme interconnesso, che ha origine da un’unica fonte energetico-informazionale comune.
Il cambiamento delle frequenze porta inevitabilmente a un cambiamento della forma. A conclusioni simili giunge anche Pëtr Garjaev attraverso i suoi esperimenti:
«Mettiamo il caviale di rana nella cosiddetta bomba di permalloy.
Si tratta di celle metalliche schermate, nelle quali sono create tutte le condizioni normali per lo sviluppo delle cellule, tranne una: l’ambiente elettromagnetico esterno è ridotto e, per così dire, distorto.
In altre parole, lì esiste un ambiente elettromagnetico anomalo: rimane solo il campo gravitazionale, che non cambia, mentre tutto il resto è modificato.
E si scopre che gli embrioni in queste bombe di permalloy si trasformano in mutanti.
La riflessione elettromagnetica esterna è una forma di regolazione ondulatoria che proviene dal cosmo.»
Pëtr Garjaev
In questo esperimento, i girini vengono collocati in un ambiente isolato dal campo terrestre. Vengono indotte frequenze ambientali diverse da quelle della Terra.
I risultati sono più che indicativi: l’ambiente influenza il modo in cui una determinata olografia nascerà (o, più precisamente, si manifesterà).
Campi diversi trasformano la forma e i girini si sviluppano come rane mutanti. In un determinato ambiente di frequenza, ad esempio, nascono con cinque arti anteriori. In un altro modello di frequenza ambientale, si manifestano solo con due arti posteriori e senza arti anteriori.
E tutto questo avviene unicamente a causa del cambiamento della frequenza dell’ambiente.
Ciò conferma la tesi secondo cui la forma è solo probabilisticamente definita e si determina dopo l’interazione con altri campi e frequenze.
Garjaev scopre che il DNA assorbe tutti i fotoni di luce e li conserva come informazione su scala microscopica. Come energie che si muovono in direzioni opposte (la luce e il DNA come coppia di fotoni), esse creano vortici che trascinano e assorbono in sé le frequenze dell’ambiente circostante.
La particolarità è che, anche quando il DNA fisico viene rimosso dal luogo dell’esperimento, le frequenze continuano a raccogliersi a spirale nel… nulla.
La limitazione della manifestazione (la griglia di diffrazione) trattiene la luce nella forma del DNA – spiraliforme e fusiforme.
Nel passaggio attraverso questa griglia di diffrazione, l’energia del potenziale si rovescia e, “unita” alla luce del DNA, realizza un’immagine olografica del DNA materiale.
Così, la griglia di diffrazione come matrice è da un lato la forma “codificata” che conserva l’informazione, la luce come corpo “fisico”, e dall’altro contiene il potenziale della fonte come doppio invisibile del DNA.
Se questo “doppio fantasma” viene immerso in azoto liquido, l’assorbimento della luce si arresta temporaneamente, ma dopo cinque-otto minuti il processo riprende.
Questo dimostra che anche allo zero assoluto l’oscillazione dell’onda del DNA può essere debole, ma non si estingue mai.
Gli esperimenti sono stati ripetuti anche negli Stati Uniti.
Il “DNA fantasma” si rivela una struttura non elettromagnetica – un campo energetico-informazionale (mentale), con proprietà diverse da quelle del campo elettromagnetico.
Garjaev riesce a “misurare” il doppio mentale del DNA in condizioni di laboratorio. Il risultato è un’immagine olografica del corpo fisico codificato nel doppio, copiata fino all’ultima cellula.
Questa struttura mentale è in realtà la griglia di diffrazione della manifestazione, che realizza la “vera materia” chiamata corpo.
In essa sono naturalmente contenute anche tutte le frequenze dell’ambiente: suoni, parole, musica, emozioni, pensieri, movimenti e così via.
Perfino i simboli che stai leggendo in questo momento (lettere, parole) portano il loro messaggio frequenziale e vengono amplificati dal vortice del DNA.
In questo insieme di frequenze rientrano naturalmente anche tutte le vibrazioni dell’inconscio collettivo (egregore, noosfera).
In combinazione, tutto questo costruisce la forma.
D’altra parte, linguisti russi hanno recentemente scoperto che il codice genetico segue le stesse regole del linguaggio. Essi giungono alla conclusione che il linguaggio appare come riflesso della struttura interna del DNA.
Ma il linguaggio stesso viene trascinato dal DNA luminoso e, in questo modo, influenza la costruzione della forma.
Lo stesso principio si osserva a tutti gli altri “livelli”.
Il DNA costruisce forme che creano un determinato ambiente, il quale a sua volta influenza il modo in cui il DNA si organizza – un ciclo continuo e ininterrotto.
Le frequenze dell’inconscio collettivo costituiscono l’insieme comune di frequenze per la formazione di una determinata forma nel contesto della Terra, ma l’inconscio collettivo stesso è costruito da tutte le forme di questo pianeta.
Così, Tutto Ciò Che È si manifesta come interconnesso in un ciclo senza inizio né fine ed esiste in sé nel Nulla del potenziale energetico-informazionale che crea e dà forma a Tutto Ciò Che È.
Estratto dal libro Tu sei la Fonte – Ivomir Dimchev
