
«Maestro, ho letto così tanti libri… eppure ho dimenticato quasi tutto. Qual è allora il senso?»
Questa fu la domanda che un allievo curioso rivolse al suo mentore.
Il maestro non rispose. Lo guardò soltanto in silenzio.
Qualche giorno dopo erano seduti sulla riva di un fiume.
All’improvviso il vecchio disse:
«Ho sete. Portami dell’acqua… ma usa quel vecchio setaccio che vedi per terra.»
L’allievo rimase sbalordito. Era un’assurdità: come avrebbe potuto portare dell’acqua con un recipiente pieno di buchi?
Ma non osò discutere.
Provò una volta. Poi una seconda. Poi una terza…
Corse più veloce, inclinò il setaccio in modi diversi, cercò perfino di tappare i fori con le dita. Ma non riuscì a trattenere nemmeno una goccia.
Esausto e deluso, gettò il setaccio ai piedi del maestro e disse:
«Mi dispiace. Ho fallito. È impossibile.»
Il maestro lo guardò con bontà e rispose:
«Non hai fallito. Guarda il setaccio.»
L’allievo si chinò e rimase senza parole.
Il vecchio setaccio, sporco, annerito dal tempo, ora brillava di pulizia.
L’acqua, pur non essendosi mai fermata al suo interno, lo aveva lavato più e più volte, fino a farlo risplendere.
💬 Il maestro continuò:
«È esattamente questo che fa la lettura. Non importa se ricorderai ogni parola o ogni dettaglio. Non importa se la conoscenza scorre via come l’acqua attraverso un setaccio…
Perché mentre leggi, la tua mente si rinnova.
Il tuo spirito si rigenera.
I tuoi pensieri si ossigenano.
E anche se non te ne accorgi subito, ti stai trasformando dall’interno verso l’esterno.»
📖 Questo è il vero scopo della lettura.
Non riempire la memoria fino all’orlo…
Ma purificare e arricchire l’anima.
