Un nuovo capitolo del mio cammino

A volte nella vita non ci mancano i pezzi.
Ci manca la chiave che ci aiuta a capire come unirli.
Io ho trovato la mia chiave.
Dopo tutto ciò che ho vissuto, cercato e studiato nel corso degli anni, ho iniziato lentamente a comprendere che nulla di ciò che è accaduto nella mia vita è stato davvero casuale.
Le gioie, le perdite, le paure, il dolore, le malattie, le relazioni, le difficoltà e tutti quei momenti che un tempo non riuscivo a comprendere hanno iniziato, poco alla volta, a disporsi come i pezzi di un grande puzzle.
Ed è stato allora che nella mia vita è arrivata la Medicina Integrativa Unificante.
Non è arrivata come qualcosa di completamente nuovo e sconosciuto.
Al contrario.
Circa un anno fa, quasi per caso, mi sono imbattuta in un video che mi aveva inviato un’amica. Ho avuto una strana sensazione: come se avessi trovato qualcosa che cercavo da molto tempo.
È stato il momento in cui molte delle cose che avevo studiato nel corso degli anni — la spiritualità, la psicosomatica, l’energia, il rapporto tra l’essere umano e le proprie esperienze, la crescita personale — hanno iniziato a collegarsi e a formare un’unica visione.
E ho cominciato a pormi domande ancora più profonde:
Perché siamo qui?
Perché viviamo determinate esperienze?
Che cosa ci sta mostrando il corpo quando compare una malattia?
Cosa c’è dietro un sintomo?
E ciò che viviamo può essere non solo un problema, ma anche un messaggio?
È proprio questo uno degli aspetti che mi ha toccato più profondamente.
Questo approccio considera la persona non soltanto come un corpo fisico, ma come un insieme — fisico, psichico, emotivo, spirituale e sociale.
Esplora le possibili relazioni tra i conflitti interiori e il modo in cui possono riflettersi sull’organismo; tra il modo in cui pensiamo e viviamo la nostra vita e il nostro stato di benessere.
Studia diversi aspetti dell’essere umano — la sua individualità, le sue predisposizioni, il modo in cui percepisce il mondo — così come il rapporto tra psiche, corpo ed energia vitale.
Vengono inoltre approfonditi diversi approcci per lavorare su paure, ansie, fobie e vissuti emotivi accumulati nel tempo.
Ma per me la cosa più importante è un’altra.
Questo approccio mi ha insegnato a guardare alla malattia non soltanto come qualcosa da combattere o reprimere, ma anche come un’occasione per chiederci cosa sta accadendo nella nostra vita.
Questo non significa ignorare la medicina o le cure necessarie.
Significa imparare a guardare la persona nella sua totalità.
Perché la salute non è semplicemente l’assenza di una malattia.
Per me, salute significa essere in armonia con se stessi — fisicamente, psicologicamente, emotivamente, spiritualmente e nelle relazioni con gli altri e con il mondo che ci circonda.
Ed è allora che ho iniziato a comprendere anche la mia vita in modo diverso.
Per molti anni ho vissuto le difficoltà come prove da superare. Oggi riesco a vederle anche come maestre.
Mi hanno costretta a scoprire una forza che non sapevo di avere.
Per poter aiutare oggi un’altra persona a scoprire la propria forza, prima ho dovuto attraversare io stessa quel cammino.
E forse è proprio per questo che questa disciplina è arrivata nella mia vita in questo momento.
Le mie figlie sono ormai cresciute e hanno intrapreso il loro percorso. Io sono entrata in una fase più serena e matura della mia vita. Ho accanto a me una persona con cui ho costruito una famiglia vera e stabile, e sento che tutto ciò che ho vissuto fino ad oggi mi ha preparata proprio a questo momento.
Oggi sono a metà del mio percorso di formazione.
Ho ancora molto da imparare, molto da scoprire e molte domande alle quali continuo a cercare delle risposte.
Ma oggi non sto più cercando me stessa.
Sto raccogliendo tutto ciò che ho imparato e lo sto trasformando in un’unica, completa immagine.
Ed è proprio per questo che considero la Medicina Integrativa Unificante la chiave che mi ha aiutata a vedere come tutti i pezzi possono unirsi.
Questo non è la fine del mio cammino.
È l’inizio di un nuovo capitolo.
Questa volta non soltanto per comprendere me stessa,
ma per poter, un giorno, aiutare professionalmente anche altre persone a comprendere se stesse.
Voglio condividere con voi ciò che sto scoprendo lungo questo percorso.
Forse, per qualcuno di voi, uno di questi pezzi potrebbe essere proprio quello che mancava.
