
Molti anni fa, quando ero ancora bambina, lessi un piccolo racconto che, in qualche modo, è rimasto dentro di me.
Parlava di un bambino che osservava il susseguirsi delle stagioni e, ogni volta che ne arrivava una nuova, era assolutamente convinto che fosse proprio quella la più bella.

Quando arrivava la primavera, il bambino esclamava:
«Sono sicuro che questa sia la stagione più bella! Tutto si risveglia. I fiori sbocciano, la natura torna a vivere, le api ricominciano a ronzare e gli uccelli ritornano, riempiendo l’aria del loro canto. Ovunque c’è vita!»

Poi arrivava l’estate.
«No! Adesso ne sono certo: questa è la stagione più bella! Iniziano le vacanze, posso giocare tutto il giorno con i miei amici, andare al mare, correre, divertirmi. Gli alberi sono pieni di frutti e la natura ci offre tutto ciò che possiamo desiderare.»
Poi arrivava l’autunno.

E il bambino si meravigliava ancora una volta:
«Ecco! Questa è sicuramente la stagione più bella! Guardate gli alberi: ognuno si è trasformato in un fiore e ha indossato i colori più meravigliosi. Ricomincia la scuola, ritrovo i miei amici, passo a una classe nuova e mi accorgo di essere cresciuto ancora un po’.»
E poi arrivava l’inverno.

«Sono sicuro che questa sia la stagione più bella! Cade la neve, facciamo pupazzi di neve, scivoliamo e giochiamo all’aperto. E la sera torniamo a casa, ci riuniamo tutti intorno al calore del fuoco e ci raccontiamo com’è andata la giornata. Arrivano il Natale e il Capodanno, feste in cui tutta la famiglia torna finalmente a stare insieme.»
E così, per ogni stagione, quel bambino era convinto che proprio quella fosse la più bella.
Oggi, ormai adulta, non riesco ancora a dire quale sia la mia stagione preferita.
E forse oggi ne comprendo il motivo.
Perché credo che ogni stagione arrivi con un dono.
Ogni ciclo della natura arriva per aiutarci a lasciare andare qualcosa di vecchio e a fare spazio a qualcosa di nuovo.
A volte persino noi ci stanchiamo di una stagione. Come è successo con questa estate, così lunga e così calda. A un certo punto abbiamo iniziato tutti a desiderare un po’ di frescura, aria più leggera, un cambiamento.
E quanto è bello che questo cambiamento esista.
Che nulla rimanga per sempre uguale.
La primavera ci insegna a risvegliarci.
L’estate ci insegna a vivere, a crescere e a godere dei frutti.
L’autunno ci insegna a maturare e a rientrare dentro di noi.
L’inverno ci insegna la quiete, il silenzio e a custodire il nostro calore.
Pensiamo a un frutto.
All’inizio è soltanto un piccolo seme. Poi nasce, cresce, si espande, si riempie di vita e lentamente matura. E quando raggiunge la sua maturità, arriva il momento in cui viene raccolto, gustato, e il suo ciclo si conclude.
Ma non è la fine.
Dentro di lui è già nascosto il seme di un nuovo inizio.
E la natura, ancora una volta, torna verso l’interno.
Proprio adesso, mentre l’autunno comincia ad arrivare, forse anche noi possiamo permetterci di fare lo stesso.
Rallentare.
Rientrare un po’ più profondamente dentro di noi.
Lasciare che il mondo esterno diventi più silenzioso, più fresco e più buio, senza averne paura.
Perché il buio non è necessariamente qualcosa di negativo.
A volte ci ricorda semplicemente di accendere la nostra luce interiore.
Quando fuori fa più freddo, cercare il calore dentro di noi.
Quando la natura si ritira, permettere anche a noi stessi di ritirarci.
Raccogliere le nostre energie.
Lasciare andare ciò che ha concluso il suo ciclo.
E, in silenzio, preparare lo spazio per ciò che sta per nascere.
Forse è proprio per questo che non riesco a scegliere una sola stagione come la mia preferita.
Perché oggi vedo che non abbiamo bisogno di una sola stagione. Abbiamo bisogno di tutte.
Ognuna arriva al momento giusto.
Ognuna ci porta qualcosa.
Ognuna porta via qualcosa.
E ognuna ci prepara alla successiva.
🍂 E voi? Avete una stagione preferita?
Oppure, come quel bambino, riuscite a trovare qualcosa di meraviglioso in ognuna di esse?
Mi piacerebbe molto leggere le vostre risposte. ❤️
